REGGIO CALABRIA – Dalla Domotek alla Puliservice Volley, con una nuova responsabilità ma all’interno dello stesso progetto amaranto. Mirko Munafò è il nuovo assistente allenatore della formazione di Serie B2 femminile guidata da Luciano Azzarà.
Originario di Barcellona Pozzo di Gotto, il tecnico siciliano arriva dall’esperienza nello staff di Antonio Polimeni, con il quale ha accompagnato la Domotek nel percorso che ha portato alla promozione in A2 e alla conquista di Coppa Italia e Supercoppa. Un lavoro da scoutman e collaboratore tecnico affiancato all’impegno nei progetti giovanili, anche in collaborazione con la Gia.re. di Melito Porto Salvo.
Il passaggio alla pallavolo femminile rappresenta ora una sfida anche personale. “È un inizio difficile più per me che per loro, perché dopo cinque anni passare al mondo femminile non è semplice. Però le ragazze stanno andando bene, stanno lavorando sodo e ci stiamo divertendo tanto”, racconta Munafò.
Le prime indicazioni riguardano soprattutto la disponibilità del gruppo e il contributo delle giocatrici più esperte nell’accompagnare le compagne: “È un roster molto giovane, con tantissimi margini di miglioramento. Le ragazze un po’ più esperte già da adesso stanno spingendo le giovani. Stiamo crescendo di continuo”.
Positiva anche l’intesa con Azzarà, costruita attraverso il confronto quotidiano e una visione tecnica condivisa. “Abbiamo un ottimo rapporto, ci sentiamo giornalmente. Abbiamo le idee chiare in comune su tutti gli aspetti tecnico-tattici e quindi stiamo lavorando bene. Adesso continueremo su questa strada”.
Per Munafò il prossimo campionato avrà anche un sapore familiare, vista la forte presenza di società siciliane nel girone. “Tranne per tre squadre, sono tutte dell’isola. Sarà un campionato dove mi sentirò, tra virgolette, a casa. Sarà molto lungo, ci sono squadre molto ben attrezzate, ma noi siamo pronti. Non ci faremo trovare impreparati e vedremo quello che succederà”.
Il legame con la formazione maschile resta concreto anche nella quotidianità del PalaCalafiore, dove la condivisione degli spazi favorisce il confronto tra gli staff. Munafò scherza sul rischio di ritrovarsi a fare un doppio lavoro, ma sottolinea soprattutto la disponibilità a collaborare: “Facciamo parte tutti della stessa famiglia e una mano ce la siamo data”.
