REGGIO CALABRIA – Giovani da far crescere ed esperienza da mettere a disposizione del gruppo. È su questa combinazione che Rebecca Orecchio fonda la propria fiducia nella Puliservice Volley Reggio Calabria, impegnata nella preparazione della prima stagione in Serie B2 femminile.
La schiacciatrice classe 2009, originaria di Polistena, vede già segnali positivi nel lavoro quotidiano e nell’intesa tra le compagne: “Stiamo lavorando molto bene, stiamo creando un bel gruppo e sicuramente questo ci aiuterà ancora di più con l’inizio di questo campionato”.
Orecchio immagina una squadra capace di mettere in difficoltà le avversarie, soprattutto sul proprio campo: “Secondo me saremo una squadra competitiva. Non sarà facile vincere in questo campo. Metteremo tutte le squadre alla prova. Nonostante siamo molto giovani, ci sono anche molte giocatrici di esperienza che ci aiuteranno e faranno in modo che questa squadra possa farsi valere il più possibile”.
La preparazione procede sotto la guida di Luciano Azzarà, affiancato da Mirko Munafò e dal preparatore Minniti. In questa fase l’attenzione è rivolta soprattutto alla parte fisica, un lavoro che la giocatrice considera necessario per affrontare le richieste del campionato nazionale.
Uno stimolo ulteriore arriva dalla possibilità di allenarsi al PalaCalafiore e di osservare da vicino il lavoro della Domotek, la formazione maschile con cui la Puliservice condivide il progetto SportSpecialist e gli spazi dell’impianto.
“Ogni giorno vedere degli allenamenti di così alto livello come quelli della Serie A è ammirevole e soprattutto ci fa capire in che realtà siamo e in che società ci troviamo”, racconta Orecchio. La crescita del movimento amaranto rappresenta per lei un esempio al quale contribuire anche attraverso il percorso della squadra femminile.
La giovane schiacciatrice arriva a questa esperienza dopo un cammino che comprende il Trofeo dei Territori, le finali nazionali con la Pallavolo Jonica e l’esordio in B2 con la Tigano Palmi. Ora l’obiettivo è continuare a migliorare nel girone L, sfruttando il confronto quotidiano con staff e compagne.
Quanto ai modelli da seguire, Orecchio preferisce osservare più giocatori, ma un nome emerge: “Non ho un idolo in particolare, ma cerco di prendere spunto da più persone e figure possibili. Se ne devo scegliere una, dico Daniele Lavia”. Un riferimento nel suo stesso ruolo, scelto anche per il legame con il territorio.
