Aduna Padova
B1 Femminile

Aduna Padova Women, si comincia a pensare al futuro

B1 femminile, Il presidente Frizzarin: Stiamo lavorando per crescere

PADOVA - Terminati gli impegni agonistici, per la dirigenza di Aduna Padova Women è il momento di pensare alla prossima annata sportiva. Grazie a un bel finale di stagione delle ragazze di Lorenzo Amaducci sarà ancora B1 e proprio dalle riflessioni sul finale di campionato partono le considerazioni del presidente Franco Frizzarin su come costruire il futuro: “L’obiettivo era confermare la categoria e lo abbiamo raggiunto – conferma il numero uno di Aduna – Sicuramente non ci aspettavamo tutta questa sofferenza, ma con un bel finale abbiamo ottenuto un risultato che sembrava davvero lontano a un certo punto. Quello che abbiamo toccato con mano nella stagione appena trascorsa è che il livello della categoria è alto e non è semplice da affrontare. Ci stiamo organizzando”.

L’annata 2021-2022 è stata anche quella del “trasferimento” a Padova, con le partite casalinghe giocate al PalAntenore di piazzale Azzurri d’Italia: “Per noi anche questo era un obiettivo importante, per crescere a consolidarci come riferimento sul territorio – prosegue Frizzarin – Ora vogliamo fare un ulteriore passo avanti, puntare a risultati importanti per la città. Senza dimenticare che nel nostro progetto non c’è solo la pallavolo”.
 

In queste settimane sta dunque nascendo anche la squadra per il 2022-2023: “Se vogliamo essere protagonisti nella categoria dobbiamo rinforzare questo gruppo. Partiremo dal lavoro fatto per costruire sulla base di un’esperienza comune che può diventare importante”.

Accanto alla prima squadra come sempre la concentrazione dell’Aduna è sul settore giovanile, che ha vissuto un’annata complicata per diversi motivi: "La pandemia è stata una fonte di stress, anche sul piano organizzativo – conclude il presidente – Allenamenti a ranghi ridotti, partite saltate all’ultimo, recuperi infrasettimanali: non è stato semplice. Quando poi nei momenti decisivi della stagione arrivano anche gli infortuni, diventa tutto davvero complicato. L’importante però è stato tornare in palestra: ora dovremo lavorare perché, soprattutto tra le più giovani, i due anni di stop pesano soprattutto sotto il profilo tecnico». 

I comunicati stampa a: [email protected]

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