 |
| |
sondaggio
|
|
| |
28/08/2011 - quante saranno le coppie italiane alle olimpiadi di Londra?
|
|
| |
|
|
|
|
| |
 |
 |
 |
| |
Beachvolley
News
- Il beachvolley in Italia e nel mondo 24h/24 |
|
| |
|
|
 |
 |
 |
INTERVISTA A DIONISIO LEQUAGLIE

| DOPO L'INTERVISTA AL NUOVO ALLENATORE DELLA NAZIONALE AZZURRA MIKE DODD, ECCO L'INTERVISTA A CHI LO AVEVA PRECEDUTO PER TANTI ANNI, DIONISIO LEQUAGLIE, CHE HA DIMOSTRATO UNA GRANDISSIMA DISPONIBILITA' UMANA E PROFESSIONALE NEL VOLERCELA CONCEDERE.
IMMAGINIAMO E NE ABBIAMO CONFERMA DALLA INTERVISTA , CHE NON SIA STATO UN PERIODO FACILE PER "DIO" ... ANCORA DI PIU' LO RINGRAZIAMO PER LA DISPONIBILITA'.
D.proprio alla chiusura dell'anno si è conclusa la tua avventura alla guida della nazionale maschile di beach volley. è stato un "colpo" inaspettato o le strade ormai si stavano dividendo?
R. Sette anni alla guida delle squadre nazionali sono tanti, un primato di cui sono molto orgoglioso, ma come in tutte le cose c’è un inizio e inevitabilmente una fine.
Le cose sono andate così.
A fine settembre, alla vigilia della prima fase di qualificazione olimpica della Continental Cup, il consigliere federale Dell’Anna mi chiamò annunciandomi l’arrivo di una lettera che riportava in breve l’intenzione di non rinnovare tacitamente l’accordo per i seguenti due anni. Dell’Anna mi comunicò al telefono che quella lettera aveva solo uno scopo formale e che la sua intenzione era quella di continuare la collaborazione, in quel momento la Federazione era molto impegnata nell’organizzazione dei Mondiali di volley e non aveva pianificato ancora l’attività per il 2011. La lettera rimandava a dopo i mondiali un incontro per concertare il futuro. Da quel momento non ho ricevuto più comunicazioni, nemmeno dopo il passaggio del turno alla seconda fase della Continental Cup, fino al 5 dicembre , giorno in cui Libenzio Conti mi convocò per comunicarmi il nuovo progetto. Una seconda telefonata la ricevetti da Dell’Anna ma il 16 dicembre, giorno del consiglio federale che aveva già nominato il nuovo allenatore, per ringraziarmi del lavoro che avevo svolto negli ultimi due anni.
Non ho mai dato per scontato i rinnovi dei miei precedenti contratti e così è stato questa volta. Non nascondo però che fino alla telefonata di Dell’Anna ero molto soddisfatto di tutto il progetto e dei risultati ottenuti coi nostri giovani e di conseguenza molto fiducioso per il futuro della nazionale e mio.
D, sono stati anni veramente importanti per te e per il movimento italiano del beach volley qual'è il ricordo più bello?
R.In questi sette anni con la Fipav e le Nazionali ho vissuto un’esperienza importante ed assolutamente positiva. Tanto lavoro e tante soddisfazioni, difficile scegliere la più grande. Sicuramente uno dei ricordi più belli rimane l’olimpiade di Atene con Gattelli-Perrotta ad un passo dal podio. Fu una stagione esaltante, dopo quella del 2002 in cui conquistammo il titolo di Campioni d’Europa. Le ragazze chiusero la stagione 2004 al 7° posto nel ranking mondiale del world tour e per una sola palla perdemmo la possibilità di disputare le semifinali ad Atene chiudendo le Olimpiadi con un brillante 5° posto.
Assegno però la palma del ricordo più bello al doppio titolo di Campioni del Mondo Under 21 con Giontella-Nicolai. Nel 2007 vincemmo il titolo in casa, a Modena, e nel 2008 il bis a Brighton con l’aggiunta del bronzo dei gemelli Ingrosso. L’entusiasmo dei ragazzi, ai quali avevamo insegnato a giocare, unito a quello di tutto lo staff rese quei giorni indimenticabili. Avevamo scritto una pagina indelebile nella storia del beach volley italiano e mondiale, perché nessuna squadra era fino ad allora riuscita a vincere due titoli consecutivi ed io, grazie ai due ragazzi, ero riuscito come allenatore a vincere quell’oro che come atleta avevo sfiorato ben due volte. Un record destinato a durare nel tempo.
D. e qual'è l'amarezza più grossa?
R. Sono dispiaciuto principalmente per me e per il mio validissimo staff di non poter vedere compiuto il mio progetto, di non poter accompagnare i ragazzi in questi due anni importantissimi di qualificazione olimpica, di non poter vedere forse le squadre come io ed i miei collaboratori le avevamo concepite.
L’amarezza più grande rimane però legata agl’infortuni di Matteo Varnier. A Mosca fu molto triste vedere spegnersi sui volti dei due ragazzi i sogni di gloria al match ball per la qualificazione olimpica. In quel momento Lione – Varnier erano al decimo posto del ranking mondiale ed avevano appena battuto per la prima volta i leggendari Heyer- Heuscher. Un duro colpo per Matteo … ed anche per noi tutti. A Roma invece, dopo il secondo infortunio, mi fece davvero rabbia vedere la penosa soddisfazione di qualcuno, qualcuno che Matteo non può nemmeno immaginare.
D. come abbiamo scritto già nel sito ..sotto la tua direzione tecnica il beach volley italiano ha ottenuto risultati importantissimi, quali sono i tuoi pensieri in proposito
R. Mi fa piacere che tu lo abbia fatto e ti ringrazio perché i risultati dei nostri ragazzi sono spesso passati in sordina. Ad esempio il recente 5° posto di Martino ed Ingrosso in Olanda rappresenta uno dei migliori risultati in assoluto nella storia del beach mondiale per una coppia di ventiduenni. Martino era alla sua seconda apparizione nel world tour ed i ragazzi sono stati capaci di battere Harley-Pedro, Laciga-Bellaguarda e Georgia. Così come Bizzotto nel 2007 quasi esordiente in coppia con Amore vinse la pool al Grand Slam di Klagenfurt battendo per 2-0 Herrera-Mesa, Kais-Vesik e Rogers-Dahlausser,freschi del titolo di campioni del mondo. I miei occhi hanno visto vincere Lione-Varnier contro Marcio-Fabio Luis nel 2006 lungo il cammino che li ha poi condotti alla semifinale dell’open in Portogallo; Gattelli-Perrotta campionesse d’Europa e sempre tra le prime tre dal 2002 al 2004; le nostre squadre dal 2006 ad oggi sono state quasi sempre nel main draw; le squadre giovanili hanno conquistato nove medaglie tra Europei e Mondiali e venti piazzamenti tra le prime cinque.
R. Il mio pensiero è che nessuno potrà toglierci, parlo anche a nome del mio staff, tutto quello che abbiamo conquistato in questi anni con il duro lavoro, la passione e la nostra competenza.
D. difficile la scelta di una federazione rispetto ad un non rinnovo del contratto, ti sei fatto una idea del perchè di questa scelta ? cosa pensi di lasciare al nuovo tecnico e quale suggerimento ti senti di dargli?
R. Sono e sarò per sempre riconoscente alla Federazione per avermi rinnovato il contratto ben due volte e per avermi dato la possibilità di gareggiare alle Olimpiadi per il mio Paese.
D. Credo sia nel diritto di una Federazione fare le scelte e decidere nell’interesse di tutto il movimento. Sono convinto che non è stato facile, ma non mi sono fatto un’idea precisa del perché di questa scelta. Per cambiare conduzione tecnica a soli sei mesi da un appuntamento così importante vuol dire che le cose andavano davvero male. Intanto i ragazzi sono fermi da ogni attività da tre mesi. Difficile per me comprendere.
Negli anni precedenti si erano guardati esclusivamente i risultati ed il progetto, anche perché nessun dirigente fipav, nemmeno il team manager, seguiva personalmente allenamenti e tornei. Anche quest’anno abbiamo avuto ottimi risultati ed i ragazzi hanno nettamente migliorato le loro performance.
Provo a rispondere e a supporre che si sia ritenuto di poter fare meglio con una guida diversa. Forse non è bastato portare gli Ingrosso e Nicolai a competere così presto e così giovani nel tabellone principale del world tour; vedere i gemelli competitivi e con un gioco assai innovativo a Roma o con lo scudetto a Jesolo; Vanni-Lupo vincere con la Georgia o al quinto posto a Jesolo.
Preferisco non andare oltre per il momento con le supposizioni e credo sia meglio metterci una pietra sopra e fare un grosso in bocca al lupo ai ragazzi ed a Mike Dodd. Il nuovo allenatore non dovrà partire da zero come me e troverà dei ragazzi con alle spalle non molta esperienza, ma che già hanno ottenuto risultati importanti e già tante presenze nel tabellone principale . Dal punto di vista tecnico i ragazzi sono stati preparati per l’alto livello e conoscono tutte le tecniche di muro e difesa, oltre ad essere dei formidabili palleggiatori. Il servizio di alcuni di loro è a livello dei migliori ed il sistema di gioco nella fase side out è già ben strutturato per l’alto livello. Dodd troverà forse un ragazzo di nome Martino che nella scorsa estate abbiamo fatto innamorare al beach ed un Varnier molto motivato dopo il cambio di allenatore. Lascio a Mike Paolo Nicolai il migliore atleta che io abbia mai allenato ed uno dei migliori talenti pensanti che io abbia visto al mondo. Mike Dodd è stato un giocatore formidabile ed uno dei migliori giocatori di difesa. Ho avuto il piacere di incontrarlo qualche volta come avversario e conservo ancora una sua canottiera che ci scambiammo dopo una partita ahimè persa. C’è tra noi un rapporto di reciproca stima, ci scriviamo anche su face book. Sarà senz’altro un’ottima guida per i nostri ragazzi, che avranno una grande opportunità potendosi allenare in inverno in California. La federazione ha fatto un grosso investimento sui ragazzi e si aspetta grandi risultati. A me purtroppo negli ultimi due anni non sono stati concessi nemmeno sette giorni alle Canarie. Sono questi i casi della vita!
Approfitto di questa domanda per ringraziare di cuore quei ragazzi che hanno manifestato apertamente in interviste o lettere alla federazione il desiderio di voler continuare il cammino verso Londra 2012 con me ed il mio staff.
D. quali sono stati i meriti che ti riconosci?
R. Aver portato l’Italia sul tetto più alto del Mondo a livello giovanile in pochissimo tempo ed aver ridato la giusta dignità al nostro beach a livello internazionale in campo seniores.
Senza dubbio ho portato in federazione un progetto molto articolato e particolareggiato ed un nuovo modo, rispetto al passato, di gestione delle squadre attraverso il lavoro di un team di tecnici specializzati.
Nel periodo del mio mandato ho rivolto parte del lavoro alla formazione e sviluppo della base del movimento beach volley.
Ho redatto il primo piano di formazione dei quadri tecnici, deliberato nel 2005 dal consiglio federale, ed avviato i corsi per i primi allenatori di beach volley; ho portato avanti per la prima volta un progetto sull’attività giovanile con l’istituzione di due campionati italiani a tappe under 19 e under 21 ed avviato un processo di selezione prima e di specializzazione poi dei giovani atleti. Da questo progetto e dal lavoro che abbiamo fatto nei collegiali parallelamente alla conduzione tecnica delle squadre seniores sono usciti gli atleti ora in Nazionale seniores, Laura Giombini e Marta Menegatti, pedine fondamentali della Nazionale femminile di oggi, ma anche dato nuova linfa al campionato italiano oggi pieno di giovani che provengono dai nostri collegiali.
Ho portato un progetto sul campionato Italiano e proposto incentivi economici per le coppie con progetti privati. Purtroppo in questa parte del mio progetto non c’è stata la volontà politica per una vera revisione e si è continuato a portare avanti un Campionato che dura solo due mesi, quando da noi si potrebbe giocare da marzo ad ottobre e si continua a sentire parlare di anno zero, quando il beach volley in Italia è nato prima che in Brasile. Il progetto per le borse di studio alle migliori coppie non nazionali, deliberato nel 2009 fu subito tagliato nel 2010. Un vero peccato perché avrebbe portato un gran giovamento a tutti coloro avessero voluto cimentarsi in ambito internazionale e sgravato le casse federali, le cui risorse secondo me dovrebbero essere destinate per l’attività territoriale, l’attività di base e le nazionali giovanili. Momoli-Gioria spinte da questi incentivi disputarono nel 2009 una stagione eccezionale, quindi io avevo ragione.
Sono convinto, infatti, che le squadre pro nel beach debbano avere ognuna il proprio staff di fiducia e la federazione fornire loro il sostegno economico attraverso premi, rimborsi spese, facilitazioni per gli allenamenti, la preparazione fisica e l’assistenza medica fisioterapica. I progetti con più squadre facenti capo ad un solo allenatore vanno bene per la fase iniziale, come è stato fino al 2008, ma sono destinati a fallire nel tempo. Nello stesso modo in cui decidemmo nel 2008 la divisione dei settori maschile e femminile, è oggi venuto il momento di dividere le squadre e di responsabilizzarle.
Ritornando alla domanda, credo di aver contribuito con il mio lavoro ad innalzare il numero di squadre partecipanti alle manifestazioni internazionali. Nel 2004 avevamo solo le due coppie nazionali femminili ed una sola maschile fra l’altro sempre in qualifica mentre oggi ne abbiamo mediamente sempre quattro o cinque per torneo.
Posso poi con orgoglio affermare che tutti i giocatori che ho allenato hanno stabilito i propri migliori risultati con il mio metodo di lavoro e durante il periodo in cui hanno fatto parte della nazionale.
Il mio progetto ha portato oggi ad avere atleti giovani specializzati ed atleti di massima categoria indoor che cominciano a praticare il beach con sempre maggiore continuità ed ambizione.
La federazione non deve dimenticare da dove vengono i nostri campioni e approfitto per fare un appello affinché vengano ripristinati i campionati under 19 e 21. L’attività giovanile è il futuro di tutti gli sport e va implementata non tagliata. Io ho più volte proposto anche l’under 17. E’ di oggi la notizia che il Brasile aumenterà considerevolmente le tappe del circuito giovanile, mentre noi già dallo scorso anno l’abbiamo ridotta.
D. quali secondo te gli errori che hai commesso ( se ne hai commessi)...
R. In tanti anni di errori se ne fanno, anche perché siamo proprio partiti da zero, io, i tecnici che hanno collaborato con me, i giocatori e la federazione che si occupava di un progetto per le squadre nazionali di beach per la prima volta.
Nei primi anni non avrei dovuto accettare di occuparmi di entrambi i settori, perché non avevamo la disponibilità economica per avere tecnici qualificati ad aiutarmi.
Ho fatto poi l’errore di riporre la mia fiducia in un paio di persone che hanno tradito me e tutta la squadra.
Per portare avanti il progetto mi sono fatto carico a volte di compiti che esulavano dalla figura dell’allenatore, ma ciò era necessario altrimenti tutto si sarebbe fermato.
Però se guardo indietro e penso quello che c’era e poi ritorno al presente e vedo squadre maschili e femminili che rappresentano degnamente l’Italia, dico che tutto sommato ho fatto bene anche a sbagliare. Come si dice, ”chi fa sbaglia, chi non fa non sbaglia mai”.
D. hai portato l'Italia ad una olimpiade ... che ricordi hai
R. A dire il vero ho portato squadre a tre Olimpiadi. A Sidney 2000 ero l’allenatore di Raffaelli-Pimponi ma la federazione li mandò soli. Ad Atene 2004 ero con Gattelli-Perrotta e fu la mia prima Olimpiade. Avevo realizzato il sogno della mia carriera e tutto fu fantastico, Ricordo la gioia quando le ragazze approdarono ai quarti di finale, le nottate a studiare le avversarie, il primo allenamento con foto di rito nello stadio del beach, la cerimonia di apertura, la delusione dopo l’eliminazione ai vantaggi contro l’Australia. Ricordo tutto, come se fosse ieri.
Dell’ultima invece i ricordi positivi riguardano prevalentemente il percorso per la qualificazione, la soddisfazione per aver centrato un obiettivo, per aver condotto dei giocatori che già avevano provato ma non erano riusciti mai a qualificarsi, atleti con i quali eravamo partiti da zero punti. Per il resto il torneo fu deludente Lione orfano di Varnier non riuscì ad esprimersi ed Amore pur mettendocela tutta non bastò a superare la difficile pool.
D. ora il futuro di Dionisio Lequaglie rimarrà nel beach volley?
R. Ho tanti progetti nel cassetto ma dopo dieci anni di viaggi in giro per il mondo è arrivato il momento di fermarsi un attimo.
I miei bambini hanno bisogno di me ed io di loro.
Ho ripreso ad allenarmi e ritrovato il piacere di giocare. Domenica prossima riscenderò in campo per un torneo amatoriale ad Ostia. Spero di sopravvivere alla fatica.
Farò in questi mesi dei Clinic a Milano presso l’Open beach e avvierò dei corsi presso il Palabeach di Roma per vari livelli.
Soprattutto studierò molto per ritornare all’attività indoor che avevo messo in stand by in questi ultimi anni e dalla prossima settimana inizierò a frequentare come a scuola gli allenamenti della MRoma.
Con il beach agonistico potrei ripartire dalla prossima estate, ma allenerò solo se troverò le condizioni ideali per farlo bene, che per me sono passione e professionalità.
D. ritieni di dovere dire grazie a qualcuno? c'è qualcuno che in questi anni ti è rimasto nel cuore?
R. Certo. La lista è lunga.
Ringrazio prima di tutto Ettore Marcovecchio e Caterina De Marinis. A loro va tutta la mia stima e riconoscenza per il magnifico lavoro che hanno fatto, per la serietà, i sacrifici e per l’amicizia che mi hanno regalato. Mi mancheranno tantissimo. Grazie Ettore per la medaglia d’argento che hai vinto con Menegatti e Lombardo ai Mondiali under 19!!!
Ringrazio Daniela e Lucilla che mi hanno regalato quattro anni di grandi successi e soddisfazioni.
Un grazie a Paolino (Nicolai) e Gionti (Giontella) perché tutto quello che ho dato loro mi è stato restituito con gli interessi non solo sotto forma di grandissimi risultati ma soprattutto di stima, gratitudine ed amicizia. Peccato non vederli giocare più insieme.
Ringrazio i miei collaboratori di oggi e di ieri.
Marco Franchi che non si vedeva molto sui campi, ma quanto lavorava!
Glauco Ranocchi un grande amico di cui ho sentito la mancanza in questi ultimi due anni e che per la federazione non poteva più fare il preparatore/team manager delle nazionali ed ora invece lo fa per la femminile. Chi ci capisce è bravo!
Carlino Sati ed il doc Antonio Gianfelici due grandi professionisti.
Un grazie di cuore ad Umberto (Manili) che mi ha prestato il suo aiuto anche quando ha smesso di lavorare con noi.
Grazie Eugenio (Amore) per non aver saltato neanche un allenamento, la tua puntualità, il cuore che ci hai messo sempre.
Grazie Lupino perché attraverso la tua passione per il beach mi fai sempre sorridere. Ti auguro di diventare un grande campione, anche se per me già lo sei.
Ringrazio Riccardo (Bizzotto) e rivolgo a lui un caro pensiero perché con grande dignità ha dovuto interrompere una promettente prestigiosa carriera. Un esempio di professionalità dentro e fuori dal campo. Posso dire grazie a te di essere stato l’allenatore di una squadra che ha battuto i campioni del mondo.
Ringrazio Daniela (Gioria) e Giulia (Momoli) per tutte le volte che ci hanno ringraziato, per la passione e la grinta con cui affrontano la loro sfida e per aver dimostrato che non ero pazzo a credere nelle loro possibilità.
Ringrazio anche i gemelli Ingrati …ops! J Ingrosso che mi hanno fatto tanto divertire.
Ringrazio anche tutti quelli che mi hanno voluto male, che hanno agito alle mie spalle … e non sono pochi, perché mi hanno dato tanta più forza e determinazione.
Nel mio cuore rimarrà per sempre ………….. Scusami Fulvio ma me lo tengo per me.
11) un saluto ed un augurio a tutti i nostri lettori...
Auguro a tutti gli appassionati del beach un grande 2011 e ne approfitto per fare un grosso in bocca al lupo a Giorgio Domenghini e ad uno dei miei preferiti ex atleti Francesco Vanni da poco operato alla schiena. Grande Fra!
|
|
|
|
|