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07/08/2010 - CHI VINCERA' IL CAMPIONATO ITALIANO MASCHILE?
PROVANDO AD INDOVINARE LE COPPIE...
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Beachvolley
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- Il beachvolley in Italia e nel mondo 24h/24 |
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Visti da Visca: ANDREA GHIURGHI

| Dedico naturalmente ad Andrea Ghiurghi il secondo appuntamento dei miei profili dedicati ai campioni che ho potuto seguire più da vicino.
Allenare Andrea ha avuto per me un significato speciale, perché Ghiurghi rappresenta la punta di diamante di una generazione irripetibile nata sulle spiagge romane. Massimo Penteriani, Marco Solustri, Dionisio Le Quaglie, Angelo Squeo, Ennio Giordani, Massimo Segnalini, Marco de Zolt, Enrico Corsetti, Danilo Rocchi, Sergio Ardito, sono solo i più conosciuti tra i tantissimi giocatori che hanno fatto diventare Ostia, negli anni ottanta, l'indiscussa capitale del beach volley italiano e l'Italia una seconda California. Un movimento che ha avuto anche il merito di far crescere la successiva generazione regionale fatta da gente del calibro di Gianni Mascagna, Riccardo Lione, Maurizio Pimponi, Sandro Cordovana, Andrea Bernabè, Giorgio Pallotta, Mauro Budani, Carlo Pezzullo e molti altri interpreti e che ancora oggi continua ad impreziosirsi di talenti laziali come Andrea Tomatis, Angelo Armeti, Mauro Mercanti, Francesco Giontella o magari adottati come Ivan Zaitzev.
Le sfide epiche di quei giocatori, disputate non solo nei tornei, ma soprattutto nelle loro partite di allenamento, sono ancora vive nella mia memoria di super appassionato.
In Andrea Ghiurghi ben convivono tutte quelle incredibili sinergie e l'essenza stessa di tante sfide. Non per nulla Andrea, col suo talento tecnico ed agonistico, è stato fin da quando aveva appena diciassette anni un protagonista indiscusso della scena nazionale ed internazionale, proprio in coppia con diversi di quei grandissimi giocatori.
La sua forza d'animo potrei descriverla semplicemente nella prima battuta in salto alla finalissima 2003 della tappa di Alba Adriatica. Nonostante avesse trentotto di febbre per un virus, che già aveva messo ko diversi giocatori e fatto saltare la finalina, Andrea esordì con un ace spaventoso, quasi a ribadire di che pasta è fatto, per poi aggiudicarsi perentoriamente la partita in coppia con Gianni Mascagna, proprio contro i favoriti Lione e Varnier.
Allenare un tale giocatore, cresciuto in una generazione evoluta senza allenatori, ma forgiata solo da interminabili set di allenamento (si giocava un set a 15 col cambio palla: chi perde esce), è stato per me un sogno ad occhi aperti.
Insieme abbiamo lavorato su tanti punti importanti del gioco, in funzione soprattutto delle nuove dimensioni del campo: dall'alzata di contrattacco più rischiata, al muro con scorrimento laterale sugli attacchi di potenza, all'alzata in bagher anche delle palle rapide, allo stacco; il suo sorriso ed il suo istinto per l'eccellenza mi hanno sempre fatto superare ogni ostacolo.
I giocatori più forti impari a conoscerli quando capisci che la partita ormai è persa e loro invece riescono lo stesso a capovolgerla.
I numeri di Ghiurghi hanno fatto letteralmente impazzire i suoi avversari e scritto la storia di questo meraviglioso sport.
Per anni Andrea è stato uno dei giocatori con più tappe all'attivo di tutto il circuito mondiale, nonché un olimpionico. Ancora mi tornano in mente gli articoli con cui ha descritto mirabilmente l'evoluzione tecnica ed economica del beach, divenuto negli anni sempre più popolare e presente ad ogni latitudine.
La lucidità di Ghiurghi nel determinare e concentrarsi esclusivamente su ciò che serve per vincere ha sempre fatto un'enorme differenza a suo favore.
Sedere in panchina con Ghiurghi e Mascagna in una finale e sentire quello che si dicono durante il time out ha reso il sottoscritto non solo un allenatore di beach volley molto più preparato, ma soprattutto fortunato e vincente.
Visca
(scrivetemi le vostre proposte ed opinioni a roberto.viscuso@fastwebnet.it)
Roberto Viscuso
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